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II catechista, postino di Dio, comunica ed esplicita la Rivelazione di Dio ai suoi destinatari. II suo compito esige una doppia fedeltà e attenzione: un orecchio diretto a Dio e alla sua Parola, e l'altro indirizzato all'umanità, ai suoi bisogni e difficoltà, alle sue risorse e possibilità.

Egli è un uomo a pieno titolo; è cosciente della sua fragilità e limitatezza e si fida di Dio. Coltiva le sue qualità e po­tenzialità, ma allo stesso tempo ha una fiducia assoluta nell'intervento divino nel suo agire. Fa tutto come se tutto dipendesse da lui, ma fa tutto come se niente dipendesse da lui. Impegno e fiducia lo rendono più uomo, più efficace e più attivo nella ricerca del miglior modo per comunicare la rivelazione che Dio ha affidato alla Chiesa.

Umile lavoratore della vigna del Signore, dedica ogni sforzo e inventiva e creatività per far arrivare il messaggio a coloro che l'ascoltano. II catechista è l'avanguardia della Chiesa nei confronti dei credenti o più o meno creden­ti della nostra epoca. Dialoga con la cultura, e perciò la studia e riflette. Dialoga col vangelo e perciò lo cono­ sce, lo assimila, lo interiorizza, lo vive. Non si può arrivare alla catechesi senza l'impegno previo, immediato, serio e profondo della meditazione, della progettazione e della programmazione annuale e puntuale. Il lavoro va unito all'umiltà, ma anche all'intelligenza dedicata al compito. Far catechesi, significa essere davvero lavora­tori seriamente impegnati.

II catechista è una persona che legge nel quotidiano, nella realtà immediata, nella condizione dei suoi destinatari la regola prima di adattamento, d'incarnazione ed inculturazione. Perciò egli è un contemplativo: contemplativo di Dio perché da Lui dipende in tutto e per tutto; contemplativo dell'agire di Dio, dei germi divini presenti in ogni destinatario. Egli è capace di scoprire Dio presente nelle persone, nelle famiglie, nei giovani, nei ragazzi e nei bambini che usufruiscono del suo servizio. Anche se a volte non ha il tempo di pregare intensa­mente, sempre il suo sguardo è quello dell'inviato, dell'apostolo, di colui che si sente in comunione con chi l'ha inviato.

II catechista deve comunicare una Rivelazione. La Rivelazione è il frutto massimo della relazione. Perciò il suo me­todo e il suo servizio sono applicati in termini di relazione. La relazione per lui, come per la santissima Trinità, è sacra. Non perde mai la relazione con i suoi, perché si fa uno con gli altri, li conosce, li frequenta, li tiene pre­senti. La sua relazione non è superficiale, ma profonda; non è saltuaria, ma permanente; non è interessata, ma gratuita; non è possessiva ma oblativa e generosa. Lui educa ed evangelizza attraverso la relazione, non tanto tramite i discorsi o l'organizzazione istituzionale della parrocchia. La Rivelazione implica la relazione con qual­cuno... la vera spiegazione della Rivelazione è la relazione istaurata da chi la comunica. Ciò la rende credibi­le... è l'amore a generare la fede!

II catechista è uno che comunica la sua fede secondo la sua vocazione. La sua vocazione deve brillare come luce sul monte. É la vocazione a colorare la sua testimonianza. II catechista laico non deve comportarsi come un prete mancato, ma come uno che ama la sua condizione e la rende spontaneamente visibile in ogni circostan­za. II catechista religioso non deve comportarsi come un laico mancato che non mette in evidenza i valori pro­pri della sua identità: eglillei si manifestano sottomessi alla divina Volontà per primo, distaccati dai beni terreni e sereni di fronte alla povertà di mezzi e strumenti, e liberi per amare tutti sempre e comunque. II catechista sacerdote deve essere tale in ogni circostanza, creando la vita comunitaria come spazio per l'annuncio, il servi­zio e la celebrazione cosciente, libera e piena della fede.

Finalmente, il catechista è uno che sogna una Chiesa sempre più vicina e fedele alla Rivelazione di Dio al mondo, sempre più adatta per compiere il sacro ministero di esplicitare la Rivelazione. E per questo anch'io ho un so­gno... sogno un catechista...