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Lo Spirito Santo - Card. Carlo Maria Martini

 

II cardinale Carlo Maria Martini è stato arcivescovo di Milano e oggi è tornato a Gerusalemme per continuare i suoi studi di bfblista. Le sue Lettere pastorali costituiscono tuttora una preziosa testimonianza di una grande fede e di una intelligente stagione pastorale tra credenti e non credenti, nella metropoli lombarda. Da Tre racconti dello Spirito - 1997-1998 stralciamo alcuni brani sullo Spirito Santo oggi nella Chiesa e nella cultura contemporanea.

 

«Non è facile parlare dello Spirito Santo: è invisibile ed è dappertutto, pervade ogni cosa ed è aldilà di ogni cosa. Tutto ciò che di bello e di positivo avviene nel mondo è opera sua, tutto ciò che di santo e di vero si fa e si dice nella Chiesa è opera sua. Parlare dello Spirito Santo è riconoscere la sua azione nel cuore di ogni uomo, nel cuore delle nostre città e della storia.

Lo Spirito di Pasqua è Spirito di riconciliazione e di unità.

Spirito della pace, che unisce il Padre e il Figlio nella comunione vittoriosa della risurrezione e fa entrare in essa i separati da Dio e i lontani. Lo Spirito è amore, non l'Amore fontale che è il Padre, non l'Amore accogliente che è il Figlio, ma l'Amore personale, donato dall'Uno all'Altro, ricevuto in totale accoglienza reciproca, così forte da coinvolgere i peccatori riconciliandoli col Padre. Lo Spirito c'è anche oggi, come al tempo di Gesù e degli Apostoli: c'è e sta operando, arriva prima di noi, lavora più di noi e meglio di noi. A noi non tocca né seminarlo né svegliarlo, ma anzitutto riconoscerlo, accoglierlo, assecondarlo, fargli strada, andargli dietro. C'è e non si è mai perso d'animo rispetto al nostro tempo; al contrario sorride, danza, penetra, investe, avvolge, arriva anche là dove mai avremmo immaginato. Di fronte alla crisi nodale della nostra epoca che è la perdita dell'Invisibile e del Trascendente, la crisi del senso di Dio, lo Spirito sta giocando, nell'invisibilità e nella piccolezza, la sua partita vittoriosa. Lo Spirito Santo, sempre all'opera nel mondo, risponde oggi alle sfide dell'immanentismo, dell'indifferenza religiosa, del consumismo, e vi risponde non con ragionamenti ma con i fatti convincenti del Vangelo.

Sotto l'azione dello Spirito, la Chiesa vive di una unità profondissima, senza però che l'unità significhi massificazione, esprimendo anzi una varietà di volti, di carismi e di servizi, che ha qualcosa di analogo alla varietà esistente fra le stesse Persone divine. Rifiuta lo Spirito tanto chi opera divisione, quanto chi volesse massificare e appiattire le diversità.

La vera posta in gioco è l'apertura all'invisibile, è l'esperienza del Trascendente, è l'incontro con lo Spirito che è Signore e dà la vita e che può suscitare il nuovo di Dio anche nel cuore o nell'ambiente più chiuso, appesantito,, sclerotizzato».