Parrocchia di S. Ambrogio in Mignanego (GE)

 

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coop rosse bianche verdi

domenica 12 febbraio 2006

hh.: 11,33

Guido

 

In questo turbinio pre-elettorale sono rimasto colpito dal frequente riferimento al mondo delle cooperative (bianche o rosse....sapete se ne esistono di altri colori? ...).

Il mondo delle cooperative s'è evoluto nel tempo: tanto che il legislatore nel 2003 nel definire la cooperativa come società  capitale variabile  con scopo mutualistico, ha distinto le cooperative a mutualità prevalente (che si avvalgono del lavori dei soci ed in favore di questi ultimi svolgono la loro attività) e le altre. Non è però facile concretamente distinguere la mutualità dallo scopo lucrativo specie nelle grosse cooperative.Resta comunque il dato storico che la cooperativa nasce per ottenere dalla gestione in comune di un' attività economica beni di consumo, occasioni di lavoro o servizi a condizioni migliori di quelle offerte dal mercato.

Difficile riscontrare tuto questo in cooperative che partecipano alla cordata per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina!!!!

Tema comne comunque a tante aziende private (Parmalat, Cirio...) è la quasi assoluta mancanza di controlli interni ed esterni prima che situazione degenerata arrivi sul tavolo di un magistrato.

Mi sembra comunque sia pur da osservatore esterno che oggi il mondo delle cooperative abbia assolto soprattutto ad una funzione: quella di accumulare capitale in maniera sempre più consistente in modo da permettere di diventare un gande blocco industrale e di servizi. In questo senso va capito il progetto di avere una banca.

Se invece quando parliamo di cooperative pensiamo al modello della cooperativa di agricoltori o facchini fose si esiste ancora ma siamo fuori strada se pensiamo che quella rappresenti il modello di cooperativa oggi esistente in Italia. Il modello delle "coop bianche" può essere un esempio diverso?

Rilevo però con amarezza che nel dibattito politico attuale è centrale il ruolo del "capitale" un pò meno quello del "lavoro" (tecnico, operaio, di concetto, del professionista, del dirigente, dell' artigiano...): eppure il Papa G.Paolo II aveva dedicato un' enciclica alla dignità del lavoro "Laborem exercens": che fine ha fatto la riflessione del mondo cattolico al riguardo ?

Inoltre un' altro spunto lo traggo analizzando le vicende bancarie degli ultimi....130 anni!! Fallimento  Banca Romana, fallimento Banco Ambrosiano, vicende ancora in corso B.Popolare Italiana per sottolineare che il banchiere ha un ruolo cruciale in quanto alloca risorse (in picola parte proprie) ma soprattutto dei risparmiatori ad imprese pubbliche o private per gli investimenti tanto più in una nazione in cui i capitalisti hanno sempre avuto pochi capitali: una funzione cruciale una volta in mano al "pubblico" - infatti le banche fino a 15 anni fa erano quasi tutte controllate dallo Stato ed ora quasi tutte in mano ai "privati" (banche straniere, fondazioni, azionisti vari,...).

Capite bene che controllare le banche in Italia vuol dire avere ben salda un' importante leva di potere!!!

Quale può essere la riflessione dei cattolici su cooperative, risparmio, investimenti e speculazione? Forse siamo in una fase di torpore culturale o forse deleghiamo troppo a .. gandi personaggi....che dicono vicini al mondo cattolico e che però non rispondono a  nessuno delle loro scelte.

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Quest' anno ci sarà il convegno di Verona sulla Speranza (chissà se si affronteranno i temi sopra indicati): lo accogliamo con fiducia e con spirito posiitivo anche se vorrei che se ne indisse un' altro su i 10 nni dopo il convegno di Palermo; che cosa ne è stato? che cosa si è concretizzato? come ha aiutato la Chiesa Italiana a camminiare?