Parrocchia di S. Ambrogio in Mignanego (GE)

 

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Introduzione alla Bibbia / 5

 

Come si è formata la Bibbia

 

 

i libri dell'Antico Testamento

- la Torah

- i Libri storici e sapienziali

- i Libri profetici

la formazione dei Vangeli

l' Ispirazione

 

 

 

 COME E QUANDO SI FORMARONO I LIBRI DELL'ANTICO TESTAMENTO?

 

Nella composizione dei libri dell'Antico Testamento si possono distinguere due fasi.

1. La tradizione orale

Dal 1900 a.C. fino a Davide, cioè per quasi mille anni, si hanno trasmissioni orali riguardanti i Patriarchi, l'uscita dall'Egitto (esodo), il deserto, l'insediamento nella terra di Canaan. Senza escludere qualche scritto isolato, in generale si trattò di pura trasmissione a voce da generazione a generazione.

 

2. La tradizione scritta

Verso l'anno 1000 a.C. Davide e Salomone ordinarono a sacerdoti e scribi di fissare per iscritto le tradizioni. Si redige il Pentateuco (almeno un primo nucleo di quello attuale).

Intanto sono attivi i primi profeti (innanzi tutto Elia ed Eliseo). E appaiono anche i primi Salmi e Proverbi.

 

Risulta così la triplice divisione della Bibbia ebraica:

- la Torah o Legge, proveniente dai sacerdoti, i depositari della legge stessa.

- i Ketubim o Scritti (storici e sapienziali), a opera di maestri di sapienza.

- i Nebiim o Profezie, a opera dei profeti, i portavoce di Dio.

 

LA TORAH

Per l'Ebreo, il tesoro più prezioso era ed è la Torah (o Pentateuco = i primi cinque libri), l'amorosa legge di Dio.

Il salmista esclama: "Quanto amo la tua legge, o Signore! La medito tutto il giorno" (Sal 119,97).

Ancora oggi, quando un rabbino ebreo giunge al finale dei libri della Legge, ripete le parole iniziali di ciascun libro, per indicare che desidera ritornare a leggerli.

I cinque libri del Pentateuco, per gli Ebrei non avevano alcun titolo. Vengono indicati a tutt'oggi solo con le prime parole di inizio:

In principio..., Chiamò...., Le parole..., Questi sono i nomi..., Nel deserto...

La versione greca detta dei Settanta (III-II secolo a.C.) li ha chiamati Genesi (origine), Esodo (uscita), Levitico (libro della tribù sacerdotale di Levi), Numeri (censimenti) e Deuteronomio (seconda legge).

I cinque libri sono appunto la testimonianza della parola-evento di Dio.

La Genesi, dopo il grande affresco universale della creazione, degli splendori e delle miserie dell'umanità, traccia in tre grandi cicli (Abramo-Isacco, Giacobbe, Giuseppe) gli inizi stessi della rivelazione divina ad Israele.

L'Esodo è centrato sulle due grandi manifestazioni della liberazione dalla schiavitù faraonica e dell'incontro mistico con Dio nella solitudine del Sinai.

Il Levitico (norme del culto liturgico) è una collezione legislativa rigorosamente strutturata su una serie di codici concernenti soprattutto il rituale ebraico.

Il tema della marcia nel deserto fa da sfondo all'intero libro dei Numeri che, in un'abile miscela di racconti e di leggi, descrive l'itinerario di Israele dal Sinai alle soglie della Terra promessa.

Il Deuteronomio, infine, è una collezione di omelie messe in bocca a Mosè e dominate da un grande codice centrale (detto "codice deuteronomico"), che si rivela anche un'intensa proposta di vita per Israele ormai stanziato in Palestina. Il Pentateuco, dopo aver alimentato la fede di Israele, è ora anche nel cuore del messaggio cristiano.

Cristo, infatti, col suo nuovo "pentateuco" costituito dai cinque discorsi che reggono il Vangelo di Matteo, non ha voluto abolire l'antica Torah ma portarla a compimento e a pienezza: "Non crediate che io sia venuto ad abrogare la legge o i profeti; non sono venuto ad abrogare, ma..." (Mt 5,17-18).

E sarà su due testi del Pentateuco che Gesù traccerà la sintesi dell'intero impegno religioso: "Uno di loro, dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, qual è il precetto più grande della legge?». Gesù rispose: «Amerai il Signore Dio tuo ... (Dt 6,5). Questo è il più grande e il primo dei precetti. Ma il secondo è simile ad esso: Amerai il tuo prossimo come te stesso ... (Lv 19,18). Da questi due precetti dipende tutta la legge e i profeti" (Mt 22,35-40). Così "la Legge è divenuta per noi come un pedagogo che ci ha condotti a Cristo, perché fossimo giustificati dalla fede" (Gal 3,24).

(da G. Ravasi, Introduzione alla Bibbia di Emmaus, Ed. S. Paolo)

 

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KETUBIM

Libri Storici (narrativi): 16

Raccontano la storia del popolo ebreo e dei suoi capi:

Giosuè, Giudici, 1° e 2° Samuele, 1° e 2° Re, 1° e 2° Cronache, Esdra, Neemia, Rut, Tobia, Giuditta, Ester, 1° e 2° Maccabei.

Libri Sapienziali (didattici): 7

Esprimono la sapienza e il sentimento del popolo ebreo. Permettono di interiorizzare la Legge di Dio:

Giobbe, Salmi, Proverbi, Ecclesiaste (o Qoelet), Cantico dei Cantici, Sapienza, Siracide.

 

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NEBIIM

Libri Profetici: 18

Contengono il messaggio dei Profeti, la visione sul futuro del popolo di Dio, del Messia:

Isaia, Geremia, Lamentazioni, Baruc, Ezechiele, Daniele, Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria, Malachia.

 

 

COME E QUANDO SI FORMARONO I LIBRI DEL NUOVO TESTAMENTO?

Gesù non aveva al suo seguito alcun cronista che andasse appuntando il diario della vita pubblica del Maestro. Ma si faceva accompagnare da una dozzina di discepoli, perché vivessero con lui e fossero in seguito i testimoni di ciò che egli faceva e diceva.

A nessuno di loro comandò che scrivessero un libro, ma a tutti loro ordinò di predicare il Vangelo. Questi uomini, gli Apostoli, conservarono le opere e le parole di Gesù.

E ciò che chiamiamo tradizione apostolica.

Ed è ciò che costituisce il contenuto dei Vangeli, trasmesso fino ad oggi dalla Chiesa, legittima erede degli Apostoli.

 

Gli Apostoli predicarono ciò che avevano "visto e udito" (1Gv 1,1), ma non in un modo ordinato, bensì secondo le circostanze e le necessità degli ascoltatori. Non avevano interesse a raccontare la vita di Gesù, a fare la sua biografia, ma badavano alla predicazione del Vangelo. Cioè annunciano che quello stesso Gesù, che essi hanno conosciuto e visto morire sulla croce, è RISORTO! È il SIGNORE, il CRISTO, e che in Cristo giunge ai credenti il Regno di Dio.

 

Per questo motivo si comprende che gli Apostoli, pur coincidendo nella sostanza delle cose che dicevano, predicavano ciascuno a modo suo, per adattarsi a gruppi tanto dissimili, dando origine a diverse tradizioni. Ciò viene a spiegare perché la Tradizione Apostolica si trasmise in forme differenti. E così, quando il vangelo predicato dagli Apostoli e ricevuto dalle varie comunità cristiane venne fissato per iscritto, si ebbero versioni diverse dello stesso vangelo.

Infatti diciamo "Vangelo secondo Matteo, secondo Marco, secondo Luca, secondo Giovanni".

 

I Vangeli attuali sono quelli scritti dagli Evangelisti?

Certo non abbiamo gli originali.

Nessun documento antico, né profano, né sacro, è giunto fino a noi nella sua versione originale. Ma ci sono giunte copie fedeli: i codici o manoscritti. Rispetto alla persona di Gesù, i Vangeli presentano una documentazione abbondante come nessun altro messaggio storico antico può vantare: "Ciò che abbiamo udito, veduto, toccato... noi lo annunciamo!" (1Gv 1,1-4).

La fede della comunità cristiana ha il suo fondamento nella testimonianza dei Discepoli che conobbero Gesù e che vissero con lui.

Il Concilio Vaticano II ha precisato: "Gli Apostoli, dopo l'ascensione del Signore, trasmisero ai loro ascoltatori ciò che egli aveva fatto e detto, con quella più completa intelligenza di cui essi, ammaestrati dagli eventi gloriosi di Cristo, e illuminati dalla luce dello Spirito di verità, godevano" (DV,19). E riguardo ai Vangeli: "Gli autori sacri scrissero i quattro Vangeli scegliendo alcune cose tra le molte tramandate a voce o già per iscritto, redigendo una sintesi delle altre o spiegandole con riguardo alla situazione delle Chiese, conservando infine il carattere di predicazione, sempre però in modo tale da riferire su Gesù cose vere e sincere" (D V,19).

 

LA FORMAZIONE DEI VANGELI

Gli apostoli e i primi discepoli predicarono il Vangelo a Ebrei e a Pagani (Gentili).

Nacquero a poco a poco dei blocchi tipici di racconti e di temi di predicazione: la passione-morte, il Risorto, le apparizioni, i miracoli, le parabole, i discorsi.

 

Mentre ancora la maggior parte degli apostoli e dei testimoni oculari dei fatti della vita di Gesù erano vivi, cominciarono a circolare raccolte scritte. Questi testi ricordavano soprattutto la passione-morte, la testimonianza del risorto, punti fondamentali di predicazione.

 

Poco per volta questi scritti furono messi insieme in piccole raccolte ad uso delle comunità cristiane e dei predicatori: nacquero così raccolte sulla passione-morte, raccolte di detti, di miracoli, di parabole, ecc.

 

Ricerca delle cose più importanti predicate dagli apostoli. Ricerca dei primi testi scritti su Gesù (raccolte di detti, parabole, miracoli, discorsi, fatti della passione e resurrezione).

 

Infine le comunità sentirono il bisogno di avere dei testi più completi che raccogliessero i fatti fondamentali della vita di Gesù. Persone fidate e capaci, chiamate poi evangelisti, compirono questo lavoro.

 

Nacquero così i vangeli: quelli di Marco, Matteo, Luca e Giovanni furono ritenuti validi da tutte le comunità cristiane: in essi era davvero raccolto l'evangelo che i primi cristiani avevano udito predicare dagli apostoli.

 

[tratto da : I PRIMI PASSI NELLA BIBBIA - elle di ci - 2001]

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Ispirazione

La rivelazione contenuta nelle Scritture si presenta come parola di Dio. L'espressione: «Cosi dice il Signore», che ricorre 4000 volte nell'Antico Testamento, testimonia specificamente la sua origine da Dio. L'affermazione: « Dio ha parlato» richiama l'umanità a sentire la sua voce dall'eternità. Il profeta Geremia fu rassicurato da Dio: «Ecco, ti metto le mie parole sulla bocca» (Ger 1,9). A Ezechiele Dio disse: «Tu riferirai loro le mie parole» (Ez 2,7). Davide dichiarò: « Lo spirito del Signore parla in me, la sua parola è sulla mia lingua» (2 Sam 23,2).

Per la rivelazione contenuta nell'Antico Testamento gli scrittori del Nuovo Testamento alle volte usano l'espressione «la parola di Dio». Inoltre essi identificano il messaggio del Vangelo come fedele interpretazione dell'Antico Testamento. Ciò che essi dichiaravano rappresentava perciò altrettanto autenticamente la parola di Dio. Quando i primi credenti cristiani accettavano un nuovo libro come Scrittura (2 Pt 3,16), lo facevano con la certezza che anche quello era parola di Dio.

Il termine scrittura si riferisce a qualcosa di scritto. La Scrittura è la parola di Dio in forma scritta. La Bibbia abbonda di discorsi di Dio in forma scritta.

Ispirazione è il termine usato per indicare l'azione diretta di Dio esercitata sugli scrittori biblici. Ognuno ha conservato la propria individualità, ma nello stesso tempo tutti furono mossi, guidati e protetti dallo Spirito Santo di modo che ciò che hanno scritto costituisce per l'umanità l'unica e autentica Parola di Dio.

Di conseguenza, la Bibbia è un prodotto sia umano che divino. In esso vediamo qualcosa del suo autore umano: il suo modo di vedere le cose, il suo stile, temperamento, ecc. Ma nello stesso tempo porta in ogni suo passo il sigillo dell'impulso divino, a indicare che dietro e sotto il lavoro dell'autore umano si cela Dio stesso. Perciò Dio, attraverso il processo dell'ispirazione, è il vero autore della Scrittura.

Esistono due passi specifici sull'argomento. «.,. poiché non da volontà umana fu creata mai una profezia, ma mossi da Spirito Santo parlarono quegli uomini da parte di Dio» (2 Pt 1,21). Questi scrittori erano «trasportati» da una speciale influenza dello Spirito Santo, per cui ciò che scrivevano era «ispirato», frutto del respiro di Dio. Anche se nel passo appena citato Pietro si riferiva alla profezia espressa a parole, egli senz'altro pensava all'origine divina della Scrittura in generale (cf T Pt 1,23-25). «Tutta la Scrittura infatti è ispirata da Dio» (2 Tm 3,16). Come «dalla parola del Signore furono fatti i cieli, dal soffio della sua bocca ogni loro schiera » (Sal 32, 6), così le Scritture furono prodotte dal « soffio della bocca» di Dio. Come Dio soffiò la vita nell'uomo e l'uomo divenne un'anima vivente creata a immagine di Dio (Gn 2,7; 1,27), così Dio soffiò, attraverso lo scrittore umano, le parole che sono in grado di portarci alla salvezza e di istruirci nella giustizia.

L'ispirazione è totale, intera, completa. La Scrittura è ispirata da Dio in tutte le sue parti, e l'ispirazione è verbale. La Bibbia non si limita a presentarci idee riguardo a Dio: gli scrittori biblici presentano la rivelazione di Dio con parole che devono essere intese come parole di Dio. Della Bibbia pertanto possiamo fidarci.

 

[tratto da : "Guida allo studio della Bibbia" a cura di Walter A. Elwell - Ed. Elle Di Ci - 1997]

 

 

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