Parrocchia di S. Ambrogio in Mignanego (GE)

 

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Introduzione alla Bibbia / 8

 

i libri della Bibbia : il Pentateuco

 

 

L'Antico Testamento

Pentateuco

- Genesi

- Esodo

- Levitico

- Numeri

- Deuteronomio

 

 

 L'Antico Testamento

 

L'Antico Testamento è costituito da 46 libri scritti su un arco dl tempo di oltre 1000 anni. Suo contenuto sono i fatti più diversi della vita, ed è stato ordinato in forma scritta da diversi autori, che vanno dal pastore privo di istruzione al sacerdote altamente specializzato e al re.

L'Antico Testamento è diviso In quattro parti:

 

il Pentateuco (dalla Genesi al Deuteronomio);

i libri storici (da Giosuè a Ester);

i libri poetici (da Giobbe al Cantico dei cantici);

i profeti (da Isaia a Malachia).

 

 

Pentateuco

La prima parte dell'Antico Testamento, il Pentateuco, è costituita da cinque libri (dalla Genesi al Deuteronomio). Questi scritti vanno dalla narrazione della creazione del mondo fino all'entrata del popolo di Israele nella terra promessa di Canaan. Questa raccolta dì scritti è chiamata collettivamente «i cinque libri dì Mosè», «la Legge, «il Pentateuco» o « la Torah ». Per glì Ebrei avevano un particolare carattere di sacralità perché contenevano i Dieci Comandamenti e la storia della costituzione della loro nazione.

 

 

    Genesi

 

Autore:  Mosè

Data:     c.1400 a.C., oppure c.1200 a.C.

 

Contenuto

Il libro della Genesi è una spiegazione teologica dell'inizio dell'universo. Narra la creazione degli ordini inferiori delle creature, come piante e animali; la creazione dell'uomo e delle nazioni che costituiscono l'umanità; la scelta di Abramo e di una nazione, Israele, ad essere il veicolo storico della redenzione operata da Dio; la focalizzazione dei piani di Dio su quella nazione; la provvidenziale protezione accordata da Dio a un ramo della nazione: la linea di Giuseppe. Altre realtà della nostra esistenza sono evidenziate per la prima volta nella Genesi: il male, il peccato, la ribellione, la redenzione, l'elezione preferenziale, la provvidenza e l'alleanza. Non sono invece descritte realtà di per sé ovvie, che fanno parte della narrazione della Genesi, come la creazione di Satana o degli angeli.

Da un attento esame di questo materiale emerge che la Genesi è una descrizione selettiva dell'origine dell'universo. Mosè, sotto l'ispirazione di Dio, non intendeva spiegare l'origine di ogni cosa, ma solo di quelle che potevano contribuire a dare alla storia un senso religioso o teologico. Questo non vuol dire che la Genesi sia un libro esclusivamente «teologico», qualunque significato si voglia attribuire a questo termine, o che non sia verace la sua narrazione dei fatti. I fatti narrati dalla Genesi sono veri, ma danno principalmente l'idea di una connotazione teologica anziché di una spiegazione scientifica o storica. Da un punto di vista moderno si rileva che mancano molte informazioni che sarebbero di grande interesse per lo scienziato, il sociologo, lo psicologo, il linguista, e altri, ma che avrebbero scarso valore per il teologo.

 

Spunti teologici

Diverse idee ricorrenti in Genesi ci aiutano a capire alcuni elementi che potrebbero apparire solo lontanamente legati tra loro.

1 - Il primo fatto fondamentale è che Dio esiste. Il mondo esiste solo perché Dio esiste e perché ha deciso di crearlo. Il mondo non esiste per necessità di cose. Se non fosse stato creato, Dio comunque sarebbe esistito, da tutta l'eternità.

2 - ogni cosa dipende da Dio e gli appartiene. Niente può a buon diritto rivendicare di esistere per propria potenza e scelta. Dio governa ogni cosa e sa cosa deve fare.

3 - è possibile respingere Dio, ma è la scelta più insensata e distruttiva che si possa fare. Quando Dio governa effettivamente, tutto va bene; quando noi cerchiamo di sostituirci a lui, il risultato è il male, il caos, distruzione e sofferenza. Il peccato è una tragica realtà dell'esistenza umana.

4 - anche se noi rifiutiamo Dio, Dio non ci respinge. Ancor oggi Dio redime l'uomo nel mondo. La Genesi dimostra che l'essenza di Dio è l'amore e la compassione per le sue creature sbandate.

5 - Dio è attivo nella storia. Il suo interessamento non inizia al momento in cui moriamo e andiamo in cielo; è operante già da adesso. Nello svolgersi della storia umana, con tutti i suoi problemi, lotte e incertezze, la presenza di Dio è l'unica cosa certa. Questa era sentita dai patriarchi della nostra fede e, come ci insegna la Genesi, può essere sentita anche da noi.

 

struttura

1. Creazione

1,1-2,25

2. caduta dell'umanità e sue fatali conseguenze

3,1-5,32

3. trasgressione e castigo: il diluvio e i suoi postumi

6,1-10,32

4. diffusione della popolazione sulla terra

11,1-32

5. Storia di abramo

12,1-25,11

6. Storia di Isacco e di Ismaele

25,12-27,46

7. Storia di Esaù e di giacobbe

28,1-36,43

8. Storia di Giuseppe e ultimi anni di Giacobbe

37,1-50,26

 

Ç

 

 

     Esodo

 

Autore: Mosè

Data: c. 1400 a.C., oppure c. 1200 a.C.

 

Contenuto

Il libro dell'Esodo, anche se più ricco di contenuto storico, riprende il tema della redenzione introdotto dalla Genesi. In esso vediamo la redenzione manifestarsi nella storia universale e riassumersi nella storia specifica di Israele. Il grande dramma è costituito dal popolo di Dio crudelmente oppresso in una nazione straniera, senza il beneficio di una patria e di un protettore. Dio sente le grida del suo popolo e manda un capo, Mosè, con l'incarico di attuare la sua volontà di liberazione. Dio dovette operare una serie di miracoli per smuovere il Faraone dalla sua ostinazione ai danni del popolo di Israele, ottenendo alla fine la liberazione di Israele e il passaggio, ugualmente miracoloso, del mare prosciugato per l'occasione.

La redenzione presentata nel libro dell'Esodo non è una semplice fuga dall'oppressione; in essa possiamo vedere anche un lato positivo nel fatto che Dio guida il suo popolo attraverso il deserto e provvede alle sue necessità. Poi, sul monte Sinai, Dio rinnova l'alleanza che aveva stretto con Abramo nella Genesi, impegnandosi nei confronti di tutto il popolo di Israele. Qui Dio detta al popolo la sua Legge, riassunta nei Dieci Comandamenti, che sono un'ulteriore prova dell'amore e dell'interessamento per il suo popolo. Le regole stabilite riguardano tutti gli aspetti della vita, e viene istituita una struttura religiosa (tabernacolo, sacerdozio...).

Il libro dell'Esodo pertanto descrive sia un modo di « uscire» (dalla schiavitù) che un modo di « proseguire» (nelle vie di Dio). Gli Israeliti, usciti dall'Egitto, proseguirono nel deserto come suo popolo, fiducioso delle promesse che Dio aveva fatto sul Sinai.

 

Spunti teologici

1 - Il tema più significativo dell'Esodo è la potenza di Dio. Nulla può resistere alla sua impressionante potenza. Le nazioni, i popoli, il mare, gli elementi della natura, il deserto: tutto è sotto il suo dominio.

2 - la benevolenza di Dio. Egli ha cura del suo popolo, ascolta le sue grida, e lo soccorre.

3 - il mistero del male. Il male è presente sia in Egitto che tra il popolo di Israele, ma ciononostante la volontà di Dio ha il suo corso.

C'è un elemento di mistero anche nel rapporto tra l'azione umana e l'intervento divino. Il Faraone ha il cuore di pietra nei confronti di Dio, ma leggiamo anche che Dio ha indurito il cuore del Faraone. Chi è in grado di svelare il mistero di queste due idee apparentemente contraddittorie?

4 - si deve notare il valore dell'esistenza umana come parte del piano di Dio. Egli provvede a tutte le nostre necessità offrendoci la sua assistenza divina sotto forma di princìpi direttivi (o leggi). Queste leggi abbracciano ogni aspetto della nostra esistenza, dimostrando che Dio si interessa di tutto ciò che facciamo e di ciò che siamo.

 

struttura

1. schiavitù in Egitto e invio del liberatore

1,1-11,10

2. La Pasqua e l'uscita dall'Egitto

12,1-14,31

3. conflitti e guida nel deserto

15,1-18,27

4. leggi di Dio, date e accolte

19,1-34,35

5. presenza di Dio nel Tabernacolo e istituzione del sacerdozio

35,1-40,38

 

Ç

 

     Levitico

 

Autore: Mosè

Data: c. 1400 a.C., oppure c. 1200 a.C.

 

Contenuto

Il libro del Levitico serviva da manuale o prontuario agli antichi sacerdoti di Israele. Gran parte di esso, infatti, fissa le regole specifiche riguardanti le offerte, i sacrifici, la purificazione rituale, l'ordinazione, le celebrazioni e le feste. (Per maggiori dettagli circa sacrifici e feste, vedi le tavole di pp. 153 e 247). Vi sono inoltre norme che esulano dall'ambito delle istituzioni religiose e riguardano gli eventi della vita ordinaria, L'implicazione di tutte queste normative è che, di fatto, tutti gli aspetti della vita hanno un carattere religioso. Tutto ciò che facciamo, sia in atti strettamente di culto o meno, fa parte del nostro rapporto con Dio.

Ad esempio, non dobbiamo distinguere la vita in categorie di sacro e di profano, ritenendo che solo le cosiddette attività sacre appartengano a Dio. Dio considera ciascuno di noi come una totalità e tutti gli aspetti della nostra vita- lavoro, culto, rapporti, creatività, famiglia-sono importanti per lui. Questo insegnamento del libro del Levitico è per noi un grande conforto. In pratica, non dobbiamo pensare che il libro non abbia interesse o valore per noi semplicemente perché queste normative furono formulate per un popolo antico essenzialmente rurale e agricolo, mentre noi siamo per la maggior parte un popolo moderno, urbanizzato e industriale. Un leggero cambio dei nostri schemi mentali è sufficiente per farci superare queste difficoltà. Se consideriamo il concetto fondamentale anziché la norma specifica, ci rendiamo conto che ognuna delle norme contiene un principio che è altrettanto valido oggi quanto lo era al tempo di Mosè. Di fatto sono idee che presentano una sorprendente attualità. Ad esempio, le norme relative alla purità sessuale (15,1-33) sottolineano la santità del sesso e mettono in guardia contro la trascuratezza delle malattie veneree. La necessità di queste norme anche nel mondo moderno è ovvia.

 

Spunti teologici

I temi teologici presenti in tutto il libro del Levitico sono per noi di grande importanza.

q Dio è santo e si aspetta che anche il suo popolo sia santo. Questa santità pratica deve essere la regola di tutta la nostra vita.

q tutte le forme di vita devono essere considerate come appartenenti a Dio. Non dobbiamo mai pensare di poter escludere Dio dalle nostre attività. Egli è attivamente interessato a tutto ciò che noi facciamo.

q il peccato deve essere espiato. Il complesso di sacrifici ordinati da Dio mirava a dare una dimostrazione chiara dell'espiazione e prefigurava il grande sacrificio che alla fine sarebbe stato offerto da Cristo. In ultima analisi, il sangue dei vitelli e delle capre non è in grado di cancellare il peccato, ciò che invece può fare e fa la morte di Gesù.

q Infine, dobbiamo imprimere alla nostra vita una svolta orizzontale oltre che verticale. I nostri rapporti con gli altri esseri umani sono altrettanto importanti quanto i rapporti con Dio. «Amerai il tuo prossimo come te stesso (19,18). Gesù disse che questo non era meno importante dell'amore di Dio e infatti ne fece un comandamento specifico (Mt 22,37-40; Mc 12,30-31; Lc 10,27).

La nostra devozione verso Dio fa parte di una veduta globale della vita: tutto ciò che è vita appartiene a Dio. Il libro del Levitico è stato scritto per mostrare agli antichi Israeliti, e anche a noi, come vivere una vita consacrata a Dio.

 

Struttura

1. Norme riguardanti sacrifici e offerte

1,1-7,38

2. II sacerdozio e il Tabernacolo

8,1-10,20

3. Norme riguardanti la vita dell'uomo

11,1-15,33

4. II grande giorno dell'espiazione

16,1-34

5. Santità davanti a Dio intesa come vita etica

17,1-22,33

6. Feste, celebrazioni e norme varie

23,1-27,34

 

Ç

 

     Numeri

 

Autore: Mosè

Data: c. 1400 a.C., oppure c. 1200 a.C.

 

Contenuto

Il libro dei Numeri narra le svariate esperienze che il popolo di Israele fece nel deserto. Dai tempi antichi fino ai nostri giorni gli studiosi ebrei intitolano il libro « Nel deserto, dalle parole che segnano l'inizio del testo ebraico. Altri lo intitolano « Numeri », perché il censimento del popolo occupa una parte considerevole del libro.

È difficile fare un riassunto di questo libro, perché è costituito da una raccolta di numerosi avvenimenti della vita d'Israele nel deserto. Sono descritti problemi, viaggi, giudizi, norme, ammonizioni, lamentele, battaglie e conflitti interni. Tutti questi elementi sono riportati allo scopo di mostrare che la vita umana è una serie di difficoltà che si debbono affrontare con l'aiuto della grazia di Dio. Se affrontate con questo atteggiamento, le difficoltà possono essere trasformate in benedizioni.

Gli avvenimenti più importanti che segnarono la storia di Israele durante la peregrinazione nel deserto sono: la partenza dal Sinai; l'invio di spie a esplorare la terra di Canaan, la Terra Promessa; la ribellione del popolo che si rifiutava di entrare nella terra; il giudizio di Dio, che condannò il popolo a 40 anni di peregrinazioni; l'insuccesso di Mosè; le vittorie finali al termine di 40 anni di nomadismo nel deserto.

 

Spunti teologici

Dal punto di vista teologico il libro dei Numeri presenta i seguenti temi.

q il Tabernacolo occupa un posto centrale, e simboleggia la centralità di Dio nella vita del popolo. Sfortunatamente, il culto di Israele degenerò poi in pratiche formali puramente esteriori: una lezione per tutti noi.

q Dio ha sempre il controllo della situazione. Non c'è mai dubbio su chi effettivamente governi. Questo è per noi di conforto e di ammonimento: di conforto, perché possiamo rimanere sotto la potenza e la sovranità di Dio; di ammonimento, perché la ribellione si rivela un errore.

q è chiaro che Dio si aspetta obbedienza. Non possiamo pretendere che faccia tutto lui per noi. Egli ci chiede, e ci impone, di combattere le nostre battaglie, di affrontare il nemico, di superare gli ostacoli: il tutto con il suo aiuto.

q la vita è vista come un pellegrinaggio. Questo è evidente dall'uso che viene fatto del libro dei Numeri nel Nuovo Testamento. Paolo, in 1 Corinzi 10,10-11, dice che tutte queste cose sono state scritte per nostro ammonimento e come esempio.

q Infine, è chiaro che il peccato è un problema che il popolo di Dio deve affrontare. È triste leggere che neppure Mosè era senza colpa davanti a Dio, ma il modo in cui risolse il suo problema è una lezione per tutti noi. La terra non è il cielo. Non è certo una novità, ma troppo spesso pretendiamo di vivere una vita pacifica, senza difficoltà e tentazioni. Il libro dei Numeri ci dice che questa aspettativa è sbagliata. Dobbiamo stare sempre all'erta per non «cadere nel deserto. Nel Nuovo Testamento, la lettera agli Ebrei sottolinea con insistenza questo punto parlando del riposo che spetta al popolo di Dio e delle lotte che dobbiamo sostenere qui sulla terra (Eb 4,1-6).

 

struttura

1. Organizzazione del popolo d'Israele

1,1-8,26

2. La celebrazione commemorativa della pasqua

9,1-10,10

3. Peregrinazione nel deserto; vari giudizi e norme       

10,11-21,35

4. Ulteriori peregrinazioni (in Transgiordania); altri giudizi e norme

22,1-36,13

 

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     Deuteronomio

 

Autore: Mosè

Data: c.1400 a.C., oppure c.1200 a.C.

 

Contenuto

Il Deuteronomio è il quinto e ultimo libro del Pentateuco. Rappresenta una specie di ponte tra i primi avvenimenti dell'esistenza di Israele (e del mondo) e ciò che viene dopo la sua entrata nella Terra Promessa di Canaan. In quanto tale, il libro guarda in due direzioni: ricorda gli eventi passati che hanno portato Israele fino ai confini della regione che avrebbe reclamato come sua eredità, e guarda in avanti alla vita che Israele dovrà condurre una volta in possesso della regione. Narra inoltre come Mosè, il grande condottiero, terminò i suoi giorni di guida del popolo e scomparve dalla scena lasciando le redini a Giosuè.

Il Deuteronomio è una reiterazione delle leggi e normative che il popolo aveva già ricevuto nel deserto; la maggior parte del suo contenuto si trova già negli altri libri del Pentateuco. Le differenze nella nuova formulazione delle leggi non sono sostanziali, si limitano a porre un nuovo accento sul genere di vita che il popolo è chiamato a condurre.

 

Spunti teologici

Dal punto di vista teologico, nel Deuteronomio spiccano tre elementi.

q viene sottolineata l'importanza del ricordo del passato. Dobbiamo guardare indietro per ricordarci di dove siamo venuti e capire meglio dove siamo diretti. Se abbiamo commesso errori, non dobbiamo ripeterli; se ci siamo comportati bene, dobbiamo continuare sulla stessa strada.

q viene posta nuova enfasi sull'importanza della legge di Dio. Queste norme ci sono state date non perché fossero un peso, ma per aiutarci. Dio è essenzialmente ordinato e ha predisposto le cose in modo che anche la nostra vita sia ordinata. Obbedire a Dio è la cosa migliore: egli sa cosa è meglio per noi e ci ha mostrato come vivere.

q viene nuovamente sottolineata l'importanza di conoscere Dio e di rendergli il culto dovuto. C'è un solo Dio padrone del cielo e della terra, e deve essere adorato. Il fatto meraviglioso è che Dio non solo acconsente di essere adorato, ma lo desidera. L'atto più grande che una persona possa compiere è quello di prostrarsi in adorazione a Dio. Diretta conseguenza è il servizio nei confronti del prossimo.

 

struttura

1. Riepilogo delle peregrinazioni di Israele nel deserto

1,1-4,43

2. Riepilogo delle leggi date a Israele

4,44-26,19

3. Accettazione definitiva di Dio e della sua alleanza

27,1-30,20

4. Gli ultimi giorni di Mosè       

31,1-34,12

 

 

[tratto da : "Guida allo studio della Bibbia" a cura di Walter A. Elwell - Ed. Elle Di Ci - 1997]

 

 

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