Parrocchia di S. Ambrogio in Mignanego (GE)

 

indice testi

 

pagina principale

 

bacheca  

 

Introduzione alla Bibbia / 9

 

i libri della Bibbia : libri storici / 1

 

 

§  Libri storici

§  Giosuè

§  Giudici

§  Rut

§  1 e 2 Samuele

§  1 e 2 Re

 

 

 

 Libri storici

La seconda parte dell'Antico Testamento contiene i principali eventi storici concernenti la nazione di Israele. È una raccolta di dodici libri, che vanno da

Giosuè a Ester. La narrazione espone in ordine cronologico la conquista della terra di Canaan (Giosuè); la storia degli inizi della nazione (Giudici, Rut); il periodo della monarchia, prima unita poi divisa (da 1 Re a 2 Cronache); l'esilio e il ritorno (da Esdra a Ester).

 

 

 

     Giosuè

 

Autore: probabilmente Giosuè

Data: c. 1350 a.C., oppure c. 1150 a.C.

 

Contenuto

Il libro di Giosuè riprende la narrazione al punto in cui l'aveva lasciata il Deuteronomio. Uscito di scena Mosè, il ruolo di capo e guida della nazione passa a Giosuè, già suo fedelissimo collaboratore mandato a esplorare Canaan (Nm 13).

Il libro sostanzialmente è la narrazione di tre campagne militari. La campagna centrale porta alla conquista di Gerico e di Ai, e si conclude con il trattato di Gabaon.

Ciò che accade nelle tre città è per noi materia di riflessione: Gerico ci mostra la potenza di Dio; Ai mostra quale sia la conseguenza del peccato; Gabaon mostra la stoltezza dell'essere umano. Lasciare che i Cananei restassero nella regione fu un errore che gli Israeliti pagarono a caro prezzo in seguito.

La campagna meridionale è diretta contro una coalizione di re capeggiati da Adoni-Zedek, re di Gerusalemme. L'esercito di Giosuè è in grado di sconfiggerla grazie all'intervento diretto di Dio.

La campagna settentrionale si scontra nuovamente con una coalizione di re guidati da labin, re di Azor, e termina con la sconfitta della coalizione.

La regione è conquistata, non ci sono guerre (11,23) e il popolo d'Israele può insediarsi nel nuovo territorio, suddiviso tra le dodici tribù.

 

Spunti teologici

li libro di Giosuè presenta diversi importanti temi teologici. Il richiamo alla centralità di Dio è ripreso dai libri precedenti. Dio è Dio e la sua volontà va eseguita. La sua potenza si manifesta nell'azione, come pure nel suo dominio sulle forze della natura e della storia. La santità di Dio si manifesta nel giudizio comminato ai Cananei, la cui iniquità ha ora raggiunto il culmine, ma anche nel fatto che, quando pecca, non è risparmiato neppure Israele. Dio è un giudice assolutamente imparziale, che non considera alcune persone più importanti di altre. La misericordia di Dio si deve vedere anche nel fatto che molti popoli sono esenti dagli orrori della guerra.

L'importanza del coinvolgimento umano e della risposta data dall'uomo è uno dei temi centrali del libro di Giosuè. Se lo avesse voluto, Dio avrebbe potuto sconfiggere da solo i nemici di Israele, ma non lo fece. Volle invece utilizzare Giosuè e il popolo d'Israele a questo scopo. Fu il popolo che prese le sue decisioni, marciò attraverso la regione, combatté le sue battaglie, costruì città e visse la sua vita. E in tutte queste azioni Dio realizzò il suo piano. È importante per noi non perdere mai di vista i due fatti: Dio agisce; noi agiamo.

Un altro importante elemento che si impone alla nostra attenzione è la necessità di operare le scelte giuste. I nuovi abitanti della terra di Canaan si trovarono di fronte a una scelta: o servire Dio o servire gli dèi adorati dai Cananei. Giosuè operò la scelta giusta per il suo popolo, come esempio per noi. La tentazione di seguire falsi dèi è tanto forte oggi quanto lo era al tempo di Giosuè.

 

 

Schema

1. Periodo di preparazione       

1,1-2,24

2. Entrata nella regione

3,1-5,15

3. Conquista di Canaan

6,1-12,24

4. Spartizione del territorio      

13,1-21,45

5. Insediamento sotto la guida di Giosuè

22,1-24,33

 

Ç

 

     Giudici

 

Autore: anonimo

Data: c. 110 secolo a.C.

 

Contenuto

Dopo la conquista di Canaan, gli israeliti si spartirono il territorio tra le 12 tribù e vi si stabilirono. Dovettero affrontare diversi problemi: costruire abitazioni, coltivare la terra, piantare vigne e frutteti, scavare pozzi; in una parola, insediarsi come nazione. Non era compito facile, perché continuamente esposti a invasioni. Per proteggere e guidare il suo popolo, Dio suscitò i «giudici. Non erano esperti legali, come potrebbe suggerire il termine, ma capi militari e politici. Erano incaricati da Dio di radunare un esercito, combattere i nemici e governare il territorio fino a quando non fosse tornata la stabilità.

Il libro dei Giudici narra 14 episodi distinti. Uno dei personaggi nominati, Abimelech, probabilmente non era un giudice, ma la sua storia è riferita ugualmente, forse come esempio di malvagità punita. Alcuni giudici divennero eroi popolari i cui nomi sono ricordati ancora oggi, quali Debora, Gedeone e Sansone.

Il libro termina con due episodi particolarmente odiosi, uno di inganno religioso e l'altro di omicidio, che mostrano cosa accade quando si dimentica il Signore e si fa affidamento sulle proprie forze.

 

Spunti teologici

Il libro dei Giudici segue accuratamente uno schema scelto di proposito per mostrare come Dio opera nella storia. Lo schema è: Israele serve il Signore, poi abbandona Dio, il quale ritira il suo favore. Per riconquistare il suo popolo, Dio consente che tocchi con mano le conseguenze del suo peccato punendolo per mano di invasori stranieri. Israele si rivolge a Dio, che gli manda un giudice o un salvatore. Israele quindi serve nuovamente il Signore. A questo punto il ciclo si ripete seguendo lo stesso schema.

C'è molto da imparare se consideriamo a fondo questo ciclo di eventi. C'è il fatto del coinvolgimento di Dio nella nostra vita, oltre alle conseguenze delle nostre azioni. Non c'è altra scelta: quando eseguiamo la volontà di Dio, tutto va bene; quando pecchiamo, ci attiriamo addosso il disastro. Notiamo inoltre la misericordia di Dio: indipendentemente dal tempo trascorso lontano da lui, quando il popolo si decide a invocarlo, egli risponde. È confortante sapere che Dio è sempre disposto ad ascoltare la nostra preghiera. Notiamo infine gli spiacevoli risultati del peccato. Quando decidiamo di lasciare le vie di Dio, le conseguenze

 

 

Schema

1. Riepilogo della conquista      

1,1-3,6

2. Storie dei singoli giudici       

3,7-16,31

3. Deviazioni religiose  

17,1-18,31

4. Deviazioni morali     

19,1-21,25

 

Ç

 

 

     Rut

 

Autore: anonimo

Data: c.11° secolo a.C.

 

 

Contenuto

I tempi dei Giudici furono estremamente difficili. Il libro di Rut contiene l'amara constatazione che regnava l'anarchia: nessuno riconosceva i diritti degli altri; però mostra un lato positivo di questo periodo, certamente destinato a dare un po' di sollievo in una situazione altrimenti disastrosa.

Il libro narra di una carestia che indusse Elimelech, con sua moglie Noemi e la famiglia, a lasciare Betlemme per stabilirsi nella terra di Moab. Uno dei figli di Noemi aveva sposato una giovane Moabita di nome Rut. Rimasta vedova, Noemi decise di tornare al suo paese natale. Rut, rimasta a sua volta vedova, volle a tutti i costi seguire la suocera rinunciando a stare nel suo paese e tra la sua gente, nonostante le insistenze di Noemi. Le parole da lei pronunciate: « Il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio» (1,16) hanno ispirato generazioni di gente in difficoltà. L'atto di gentilezza da parte di un parente di Noemi, Booz, procura una discendenza alla famiglia di Elimelech. Booz in tal modo diventa un antenato del re Davide e quindi di Gesù stesso. Da notare il fatto che Rut, nonostante provenisse dal paganesimo (e quindi non ebrea), sia entrata a far parte dell'ascendenza di Cristo.

 

Spunti teologici

I temi religiosi riscontrati in questo libro si riferiscono più agli aspetti pratici della vita che a concetti teologici. Particolare spicco hanno: lealtà, amore, gentilezza, il valore della persona, la necessità della comprensione reciproca. Anche nel caos che regnava nella regione era possibile dare un significato alle cose facendo ritorno al principio fondamentale della semplice verità. Il libro di Rut ci insegna che per quanto brutta sia la situazione, la bontà può ancora esistere se siamo disposti a fare qualche sforzo.

 

 

Schema

1. Emigrazione in terra straniera 

1,1-22

2. Rut e Booz   

2,1-23

3. Il riscatto di Rut       

3,1-4,15

4. Gli antenati di Davide e di Cristo

4,16-22

 

Ç

 

 

 

    1 e 2 Samuele

 

Autore: anonimo

Data: probabilmente 10° secolo a.C.

 

Contenuto

Questi due libri ci riportano al periodo immediatamente successivo a quello dei Giudici. Samuele, l'ultimo dei Giudici, fu la guida spirituale d'Israele prima dell'istituzione della monarchia. La situazione era ancora caotica, e nuovi problemi si inseguivano con deplorevole regolarità. La situazione religiosa della nazione stava peggiorando. Ma la difficoltà maggiore era rappresentata dalla potenza dei Filistei, che minacciavano di distruggere la nazione d'Israele. In una battaglia epica, Israele fu sconfitto e l'Arca dell'Alleanza catturata.

In mezzo a questa confusione, Saul fu nominato primo re d'Israele. Saul era un personaggio strano, che alternava a una condotta ragionevole insani atti di violenza. Per la sua insicurezza e paura degli altri, in particolare di Davide, Saul spese troppo tempo a lottare contro le persone sbagliate. Invece di pensare a sbarazzarsi dei nemici della nazione, egli allontanava i suoi amici. Le cose non potevano durare a lungo in questa condizione, e alla fine Saul mori di morte ingloriosa in battaglia contro i Filistei. Quello fu un triste capitolo nella storia di Israele.

Il suo successore, Davide, incarnava un altro tipo di re (vedi la mappa del suo regno a p. 173). Aveva cominciato da giovane a mostrare i suoi talenti di combattente, ma era dotato anche di notevoli doti amministrative. Una volta raggiunta la sicurezza militare e la stabilità politica, egli seppe dare una struttura alla nazione e un governo efficiente. Prima però dovette sconfiggere definitivamente i Filistei. Non conosciamo i dettagli della battaglia, ma deve essere stata una vittoria schiacciante, perché i Filistei cessarono per sempre di essere una seria minaccia per Israele.

Davide tuttavia non era senza macchia. Nel corso di una guerra decisiva egli consentì alla sua passione di imporsi alla ragione e sedusse la moglie di uno dei suoi soldati. In seguito si penti amaramente del suo peccato e compose un salmo di penitenza che ancora adesso recitiamo per esprimere il nostro pentimento (Salmo 50).

 

Spunti teologici

In questi due libri si trovano diversi temi teologici.

Il primo è che Dio opera incessantemente nella storia per la realizzazione dei suoi piani. Egli potrebbe imporci la sua volontà, ma preferisce non farlo. Anzi, egli intesse i suoi piani con la nostra attività, in modo che ciò che facciamo di bene viene confermato, ciò che facciamo di male viene giudicato. È un grande mistero come Dio possa tirare tutte le fila, ma noi siamo incoraggiati a credere che tutto andrà bene, perché la situazione è nelle mani di Dio.

Un altro tema importante è che Dio non si presta a manipolazioni di sorta. Quando si resero conto che stavano perdendo la guerra, gli Israeliti pensarono che portando l'Arca sul campo di battaglia avrebbero vinto. Ma la volontà di Dio non si può forzare in tal modo. Se la nostra vita non è retta, non potrà essere salvata da una pietà superficiale, per quanto ostentata.

Il libro sottolinea inoltre l'amore di Dio e il suo perdono. In diverse occasioni Dio si mostrò paziente verso quelli che l'avevano offeso. La cosa meravigliosa in tutto ciò è che Dio non ci tratta come meriteremmo per i nostri peccati, ma secondo la sua misericordia.

 

 

Schema

1 Samuele

1. Vita di Samuele

1,1-8,22

2. Vita di Saul fino alla rottura con Davide

9,1-20,42

3. Davide in esilio fino alla morte di Saul

21,1-31,13

 

 

2 Samuele

1. Davide si impone come capo

1,1-4,12

2. Vita di Davide come re di Israele e di Giuda

5,1-14,33

3, Ribellione all'interno della nazione

15,1-20,26

4. Ultimi annidi Davide 

21,1-24,25

 

Ç

 

 

 

     1 e 2 Re

 

Autore: anonimo

Data: 6° secolo a.C.

 

Contenuto

Dopo la morte di Davide, suo figlio Salomone ereditò il trono del regno ancora unito. Il regno di Salomone segnò un periodo di prosperità per la nazione mai raggiunto né prima né dopo. Salomone costruì un magnifico Tempio a Dio, gettò le basi per una sana economia, intensificò il commercio con l'estero e costruì una serie di fortificazioni. Sotto tutta questa magnificenza, tuttavia, si celavano gravi problemi. Salomone spendeva più di quello che entrava nelle casse dell'erario, suscitò la collera in varie regioni del paese, impose tasse fino al punto di rottura e fu eccessivamente autocratico. Gli aspetti positivi del suo regno erano quindi controbilanciati da altrettanti aspetti negativi. Finché Salomone fu in vita la situazione rimase relativamente tranquilla. Ma dopo la sua morte, come accade spesso quando si tratta di forti personalità, il castello da lui costruito cadde in rovina.

Il figlio di Salomone, Roboamo, non riuscì a mantenere l'unità del regno. Male consigliato, annunciò un programma di governo dispotico, e la nazione si divise in due secondo criteri regionali. La parte a nord divenne il regno di Israele, guidato da Geroboamo; la parte a sud divenne il regno di Giuda, guidato da Roboamo.

Da questo punto il libro segue le vicende dei due regni fino alla fine di ciascuno di essi. Il regno settentrionale fu caratterizzato da instabilità e spargimento di sangue, nonostante la predicazione di profeti quali Elia ed Eliseo. Solo alcuni dei suoi regnanti si distinsero per la loro religiosità, ma quelli che sono meglio conosciuti e ricordati sono i suoi rappresentanti peggiori: Acab e Gezabele.

Il regno meridionale ebbe alternativamente regnanti buoni e malvagi, con periodiche riforme religiose, particolarmente sotto Ezechia e Giosia. Anche Giuda ebbe i suoi profeti di grande levatura, come Isaia e Michea.

 

Spunti teologici

I temi teologici presenti in questi due libri sono analoghi a quelli riscontrati nei libri di Samuele. Viene ancora una volta sottolineata l'azione di Dio: sopra tutto il caos della storia umana, Dio regna sovrano. Il governo di Dio è basato su valori assoluti. Nel dettare i Dieci Comandamenti Dio non intendeva semplicemente dare buoni consigli, ma imporre una regola di vita. La persona o la nazione che contravviene a tale regola lo fa a suo rischio e pericolo. L'assistere inerti alle ingiustizie verso i poveri, gli innocenti e i diseredati significa attirare su di sé il giudizio di Dio. Le nazioni di Israele e di Giuda hanno sperimentato questa verità sulla propria pelle. Un altro tema sottolineato in questi libri è la cura che Dio ha per il suo popolo. Dio invia ripetutamente i suoi profeti a esortare la nazione a fare ritorno a lui. L'appello di Dio ricorre come un ritornello: « Perché volete morire, o Israeliti?» (Ez 18,31; 33,11). La cosa tragica è che ciò è accaduto, ma si poteva evitare. Tra Dio e il suo popolo si era insinuato il peccato, e tuttavia Dio non aveva cessato di amarlo. Però il popolo, scegliendo il peccato, scelse la morte invece della vita.

Un altro tema da rilevare è il valore della vita ordinaria. Per tutto il periodo della crescita e della caduta dei regni di Israele e di Giuda, la vita del popolo si svolse sempre con la presenza di Dio. Il compito principale del popolo, adesso come allora, è di vivere ogni giorno come viene, sfruttando al meglio le cose, siano esse buone o cattive.

 

 

Schema

1 Re

1. Morte di Davide       

1,1-2,11

2. Regno di Salomone   

2,12-11,43

3. Primi anni del regno diviso, fino a Giosafat e Acazia 

12,1-22,54

 

2 Re

1. Il regno diviso fino alla caduta di Israele

1,1-17,41

2. Storia di Giuda fino alla sua caduta

18,1-25,21

3. Giuda sotto il governatore Godolia

25,22-30

 

[tratto da : "Guida allo studio della Bibbia" a cura di Walter A. Elwell - Ed. Elle Di Ci - 1997]

 

 

< inizio pagina